Saturday, 10 November 2007

Un Bresciano a Lyon

attualmente quello che mi frega è la tastiera. al lavoro c'ho la malefica azerty che una frase semplice tipo


ciao come va? ci vediamo alle 8

s
e non stai attento diventa


ciqo c,e vq° ci vediq,o qlle _

giuro, merda. tastiera a parte, scade oggi la mia prima settimana francese e devo dire che il bilancio è abbastanza in attivo. degne di nota parecchie persone che si sono fatte in 4 anzi in 1000 per aiutarmi e mettermi a mio agio, ed è a loro che rivolgo il mio secondo pensiero, ché il primo non si tocca mai.
ovviamente come in ogni buona avventura che si rispetti, le figure di merda non mancano, la più eclatante martedì sera, nella prima uscita ufficiale a contatto con la meglio gioventù internazionale che garbazza a lyon.


scenetta:

io: "salut!"
lei: "bonsoir!"
io: "je m'appel fabrizio"
lei: "salut!"
io: "salut!"
lei: "mais non, 'salut' c'est mon prénom!
"

t-o-t-a-l-e. dopo 10 minuti di scuse mi rendo conto che si chiama sally. ma i francesi mettono sempre l'accento sull'ultima. cazzo.
di fatto è grazie a dani che la mia vita sociale è ai massimi storici. avevo conosciuto dani un paio d'anni fa, durante i miei 2 mesi catalani, ma com'è come non è all'epoca c'eravamo cagati di striscio. è stato il mio primo aggancio qui dato che lui si è trasferito 4 mesi fa, nello stesso laboratorio dove sto io giù all'ENS e probabilmente il fatto d'essere spagnolo lo mette in prima linea nelle relazioni sociali. esci un paio di volte con lui e bonosci tutto quello che c'è da conoscere sulle abitudini della meglio gioventù internazionale che garbazza a lyon.
Il lavoro non è male, si prospetta dura ma la sfangheremo anche questa volta: del resto l'inventiva non m'è mai mancata, e non voglio deludere chi ha posto fiducia in me. io per primo, grazie al cazzo. il problema è solo il tempo, mi ci dedicherei di più se non avessi problema più urgente: l'aspetto fondamentale della vita lyonnaise è la ricerca ossessiva di una casa. perché unodei grossi inconvenienti è la lingua: "bonjour, je suis un jeune rechercheur italien qui cherche un apartment..." che già fa ridere. un ricercatore che cerca. claro. oppure "je voudrais voir..." poi ti blocchi perché non sei sicuro che voudrais o quel cavolo di verbo che metti sia giusto. e chiaramente non lo è al 90% dei casi. cheppoi le agenzie vogliono mille garanzie e garanti. un francese che ti copra il culo per 20.000€. bum! 'ndo cazzo lo trovi un francese che si fida di te, italiano, con i jeans strappati in fondo sotto le scarpe, i lacci arancioni, una felpa col cappuccio, magliette di dubbio gusto e il lettore mp3 sempre acceso con spazzatura elettronica. suvvia siamo seri.

comunque l'idea iniziale di oggi era girare per angenzie per cercare di vedere un po' di case. chiaramente il sabato sono praticamente tutte chiuse e quindi uno s'attacca. ho già capito che mi partiranno le prossime mille pause pranzo, mais oui, c'est la vie.

l'unica cosa che non cambia mai, a milano, monaco, barcellona, lione è la felpa col cappuccio di fishbone. che passeggia con andatura da pinguino sotto una pioggerellina sottile, spazzatura elettronica nelle orecchie, mani in tasca, un respiro profondo e gli occhi chiusi.